Patologie

Il Diabete

Il diabete è una malattia non contagiosa che colpisce ogni anno milioni di persone nel mondo. Allo stato delle conoscenze attuali, il diabete non è guaribile, ma può essere tenuto sotto controllo attraverso una vita sana, facendo un adeguato esercizio fisico ed adottando un'alimentazione equilibrata e povera di zuccheri.


Che cos'è la malattia?

L’organismo è formato da milioni di cellule che hanno bisogno di energia per funzionare. Una delle sostanze necessarie alle cellule per produrre energia è lo zucchero detto glucosio, che giunge alle cellule grazie alla circolazione sanguigna. 

Perché il glucosio possa essere assorbito dalle cellule devono essere soddisfatte due condizioni.

  1. Le cellule devono avere abbastanza porte d’ingresso per il glucosio (recettori).
  2. Per aprire queste porte è necessaria una sostanza chiave (ossia una sostanza chiamata insulina).

Se questi due requisiti sono soddisfatti il glucosio può entrare nelle cellule, dove viene usato per produrre l’energia. Quando si è diabetici le cellule hanno difficoltà a ottenere il glucosio necessario per produrre energia. Senza energia, le cellule muoiono. Se tenete sotto controllo la glicemia i sintomi del diabete sono meno frequenti, vi sentirete meglio e avrete più energie. Se invece non seguite la dieta, non fate esercizio fisico e non controllate la glicemia, potrebbero insorgere complicazioni gravi. Le complicazioni del diabete: se non curato, si va incontro a severi danni ai nervi e ai vasi sanguigni dell’organismo.


I sintomi:
Non si sa con esattezza perché il diabete danneggi le terminazioni nervose; il danno nervoso è detto neuropatia diabetica e di solito colpisce i nervi della parte bassa delle gambe e dei piedi, che possono diventare intorpiditi o insolitamente freddi. Chi è diabetico e ha problemi di sensibilità ai piedi deve fare molta attenzione a non danneggiarli con scarpe strette, acqua calda o altro. Controllate i piedi ogni giorno per trovare eventuali tagli, piaghe, arrossamenti o zone di gonfiore. Se necessario usate uno specchio.

Durante le visite mediche chiedete al medico di controllarvi i piedi.
Il diabete può provocare anche disfunzioni sessuali. Negli uomini diabetici il problema più frequente è l’impotenza, causata dai danni ai nervi che servono gli organi genitali. Il medico potrà consigliarvi una terapia adeguata. Anche i nervi che servono il cuore possono essere colpiti..
Chi soffre di diabete, quindi, dovrebbe fare molta attenzione se avverte pesantezza al torace, formicolio alle braccia o bruciore di stomaco, perché potrebbe trattarsi di sintomi di un infarto.
La glicemia alta può danneggiare i vasi sanguigni, sia grandi che piccoli. I grassi presenti nel sangue si accumulano sulle pareti dei vasi e questo provoca l’indurimento delle arterie (aterosclerosi). L’indurimento può interessare le arterie e vene principali che partono o arrivano al cuore e può anche verificarsi nelle gambe. Se le placche e i grassi siaccumulano sulle pareti dei vasi sanguigni più piccoli, l’afflusso di sangue agli organi diventa insufficiente, causando la morte delle cellule che dipendono dal sangue per sopravvivere. Si possono anche verificare emorragie dai vasi sanguigni ostruiti.
L’ispessimento dei vasi sanguigni più piccoli si verifica più facilmente nei reni e nella parte posteriore dell’occhio. Quando i vasi sanguigni nella parte posteriore dell’occhio sono ostruiti, il sangue può defluire all’interno dell'occhio, cioè nel corpo vitreo, che quindi si opacizza. Se non viene curato questo disturbo, detto retinopatia diabetica, può provocare la cecità. L'oculista potrà aiutarvi, consigliandovi una terapia opportuna.
Il diabete può impedire ai reni di eliminare le scorie dall'organismo. Chi soffre di problemi renali di origine diabetica spesso sviluppa anche l'ipertensione.
È fondamentale curare l'ipertensione con i farmaci appositi (gli antiipertensivi), perché in questo modo si riesce a impedire il peggioramentodei problemi renali. Se soffrite di problemi renali di origine diabetica il medico potrebbe anche prescrivervi una dieta particolare, a basso contenuto di proteine e di sale. In rari casi potrebbero rivelarsi necessari la dialisi e persino il trapianto di reni.


La cura:
La maggior parte dei medici ritiene che tenere sotto contro
llo il diabete sia utile per prevenire i danni all'apparato circolatorio e al sistema nervoso. La strategia più indicata per la gestione del diabete comprende: la dieta, tenersi informato e documentato sul proprio disturbo l'uso corretto della prescrizione dei farmaci, l'esercizio fisico, il monitoraggio della glicemia, una buona igiene. Il dietologo o il diabetologo vi insegneranno a programmare i pasti e risponderanno a tutte le vostre domande.
Seguire una dieta bilanciata è importante per tre motivi:

  1. Si tiene sotto controllo il peso,
  2. Si riporta la glicemia alla normalità,
  3. Si diminuisce la percentuale di grasso corporeo.

Seguire una dieta sana significa cambiare abitudini alimentari, adeguare le quantità di alimenti assunti e la frequenza dei pasti. Tuttavia sarete sorpresi dalle mille possibilità che una dieta sana e gustosa vi potrà riservare. L'esercizio fisico è utile ai pazienti diabetici per diversi motivi. Abbassa la glicemia, aiuta a dimagrire e mantiene in forma il cuore e l'apparato circolatorio, inoltre aiuta a combattere lo stress e rafforza i muscoli.
L'equipe che vi segue vi potrà consigliare un programma di esercizio fisico adatto al vostro caso. Prima di iniziare un nuovo programma chiedete sempre il parere del vostro medico.
L'esame della glicemia è importante per scoprire se il glucosio nel sangue si mantiene entro livelli normali; se la glicemia è troppo bassa o troppo alta, infatti, potrebbe essere necessario modificare la terapia, la dieta o il programma di esercizio fisico. Se sarà necessaria una modifica, sarà il medico o il diabetologo a darvi istruzioni dettagliate su come comportarvi.

Trombosi venosa profonda

 

è una patologia seria e molto più frequente di quanto si possa immaginare che non risparmia giovani donne e bambini, anche se tipica dell'invecchiamento. I rischi sono maggiori per chi rimane immobile o semplicemente seduto a lungo, magari dietro ad una scrivania, a teatro, in treno, in auto o in aereo, tanto è vero che viene chiamata anche “sindrome del viaggiatore”.

 

Cause:

è la conseguenza di un anomalo processo di coagulazione del sangue che scorre all'interno di una vena, spesso localizzata nelle gambe, ma che può trovarsi anche in altri distretti dell'organismo. In queste sedi, all'interno del vaso si viene a formare un coagulo di sangue (trombo) che rallenta, fino in qualche caso a bloccare, la circolazione ematica, con conseguente sofferenza delle strutture anatomiche a monte dell'ostruzione.

La posizione declive delle gambe può peggiorare la situazione, in quanto il ritorno del sangue al cuore è ostacolato dalla forza di gravità e viene meno l'azione propulsiva dei muscoli, che si ha, invece, quando, si cammina.

                                                   

Fattori di rischio:

Particolare attenzione va posta dalle persone con episodi passati di trombosi, nelle quali il rischio di incappare ancora in questo problema è più alto, perché significa che è presente una certa predisposizione di base. Fondamentale è il controllo dei fattori di rischio modificabili, ottenibile abolendo il fumo, raggiungendo e mantenendo il proprio peso ideale, nonché evitando gli abiti molto stretti all'inguine.

La predisposizione familiare, confermata da diversi studi, ha portato alla coniazione di un nuovo termine, "trombofilia ereditaria". La trombosi venosa può essere infatti favorita da piccole mutazioni genetiche nei fattori della coagulazione, che possono trasmettersi per via ereditaria e predisporre il soggetto allo sviluppo di trombosi ed embolie anche età giovanile (al di sotto dei 45 - 50 anni).

Non esiste invece una vera e propria correlazione importante tra ipertensione arteriosa e trombosi venosa. Chi ha la pressione alta corre invece un maggior rischio che i trombi si formino e si rompino nelle arterie, con conseguenze diverse e per certi aspetti più temibili.

 

I sintomi:

Chi già avuto problemi al circolo venoso delle gambe, le persone sovrappeso od obese, i fumatori, le donne che stanno assumendo la pillola anticoncezionale e soprattutto le persone con familiarità per la patologia (ovvero quegli individui con parenti che hanno già sofferto dello stesso problema), non devono sottovalutare  la comparsa di un senso di pesantezza e gonfiore alle gambe.

La trombosi venosa profonda è una malattia subdola, nel senso che i sintomi possono essere differenti e, per certi versi, opposti. La gamba, per esempio, può essere molto gonfia o per niente gonfia, essere calda o non esserlo per niente, si può avvertire un dolore al suo interno oppure no. C'è da dire, infatti, che i classici sintomi della trombosi venosa profonda (edema, arrossamento, tensione e dolore) si manifestano solamente quando l'occlusione sanguigna è estesa e colpisce vene molto importanti situate in profondità.

A complicare ulteriormente la situazione, contribuisce il fatto che i segni clinici di questa affezione sono comuni a numerose altre patologie, come ad esempio quelle di origine muscolo tendinea (traumi, stiramenti, strappi, ematomi, tendiniti), neurologica (sciatalgia) articolare (fratture, osteomieliti, sinoviti) o linfatica.

Il sospetto che possa trattarsi effettivamente di trombosi venosa profonda è fondato quando i sintomi interessano prevalentemente una solo gamba. Al contrario, se le gambe si gonfiano contemporaneamente è piuttosto difficile che si tratti di un problema di trombosi. In ogni caso, in presenza di uno o più fattori di rischio, è importante, fondamentale, rivolgersi al proprio medico sempre e tempestivamente, cioè quando la fase è ancora acuta. Un intervento precoce permette infatti di evitare conseguenze potenzialmente gravi, come l'embolia polmonare, che in genere non si sviluppano immediatamente ma soltanto dopo alcuni giorni.

L'embolia polmonare può dare dei sintomi severi, come un dolore molto forte al torace, una tosse opprimente e l'emissione di catarro misto a sangue.

L'insufficienza venosa cronica si manifesta invece con un persistente edema dell'arto interessato, più o meno associato alla comparsa di macchie scure sulla pelle, dilatazione delle vene superficiali e, nei casi più gravi, a ulcere cutanee.


Complicanze:

Le conseguenze della trombosi venosa profonda dipendono dal destino a cui va in contro il coagulo di sangue. Esso, infatti, può sciogliersi, come succede nella grande maggioranza dei casi, oppure aumentare di dimensioni o peggio ancora rompersi, con conseguenze drammatiche per la salute. I piccoli frammenti generatisi dalla sua rottura, chiamati emboli, possono infatti essere trasportati dal sangue fino al cuore, che li spinge nelle arterie dei polmoni, provocando l’embolia polmonare.

 

Altra possibile complicanza che si verifica a distanza di mesi, soprattutto quando la trombosi non viene adeguatamente trattata ed il trombo non si dissolve, è la cosiddetta sindrome post-trombotica. Questa complicanza della trombosi venosa profonda è caratterizzata da un complesso di sintomi e disturbi, che si manifestano con edema, dolore, alterazioni dei tessuti (eczema, pigmentazioni cutanee, ulcerazioni, lipodermatosclerosi) e dilatazione delle vene superficiali.

 

il trombo tende in genere a formarsi in corrispondenza dei punti più lontani dal cuore, in cui il flusso sanguigno è più lento (quindi e soprattutto nelle vene profonde, come quelle del polpaccio, da cui il termine trombosi venosa - profonda -).


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